Microsoft & dintorni
Bill Gates non è un bravo programmatore: soltanto un abile affarista. E l'MS-DOS non l'ha scritto lui: l'ha soltanto comprato e rivenduto all'IBM, lucrandoci sopra enormemente.
Paraculato da un esercito di avvocati, il colosso di Redmond avanza come una schiacciasassi travolgendo la concorrenza (anche con mezzi sleali, vedi il caso Internet Explorer vs. Netscape), imponendo con la forza il loro standard (sempre più programmi, ad es. Easy CD Creator v4 e ACDsee v4.01 trial, funzionano solo se è installato Internet Explorer v4 o superiore) e vincendo ogni vertenza giudiziaria a suon di quattrini (come hanno chiuso la causa pluriennale intentatagli dall'Apple? ma comprando la Apple, è ovvio! :-).
Tengono in scacco uffici pubblici, aziende e privati grazie a licenze-capestro secondo le quali il programma non è tuo: tu non hai acquistato il programma, soltanto il permesso di usarlo - permesso che Microsoft può revocare a sua discrezione, e senza dover neppure addurre dei motivi. (Tu magari ci hai messo due anni a scrivere un romanzo, e di punto in bianco ti ritrovi con un file che risulta illeggibile da qualsiasi altro programma - o quasi.)
Sistemi operativi e programmi che lievitano in maniera abnorme, e non si capisce bene perchè: com'è che fino a poco tempo fa Office occupava pochi megabytes, e oggi ne occorrono almeno 300? Com'è che prima Word girava su un floppy, e adesso (che di opzioni non ne hanno aggiunte così tante, in proporzione) si magna un sacco di spazio sull'hard-disk? Internet Explorer 3 occupa sugli 80k; Internet explorer 5, nella sua configurazione minima!, 64 MB..
E sempre meno potere in mano all'utente: con Windows 3.1 potevi fare tutto quel che volevi; con Windows95 non potevi più accedere ai files marcati come "di sistema"; con Windows98 hanno nascosto le cartelle di sistema (ancora accessibili, ma dietro minaccia tipo "se ci metti mano sputtani il computer"); e a Windows Millenium Edition hanno tolto la modalità MS-DOS (che permetteva di bypassare molte restrizioni).
SOMMARIO: Vedi anche:
Intanto quasi tutti i computer del mondo dipendono dai loro programmi dal codice ultra-segreto, che però è stato dimostrato contenere pertugi (le cosiddette backdoors) attraverso i quali chiunque conosca i codici di attivazione può sbirciare nel tuo computer nonappena ti conetti in rete. (Per non parlare del codice nascosto: in Word c'è addirittura un flipper! ..e chissà cos'altro, che non è ancora stato scoperto.)
"BILL GATES È L'ANTICRISTO" :-)
da un articolo scaricato dall'Università di Roma "La Sapienza"
William Henry Gates III, meglio noto come Bill Gates III, è il famoso "papà" della Microsoft - i cui sistemi operativi (DOS e Windows) sono installati sul 90% dei computers del mondo (inclusi quelli del pentagono!). Molti si sono lamentati dell'eccessivo spazio che occupano alcuni programmi che sino a pochi anni fa stavano all'interno di un paio di floppy, ebbene: è stato dimostrato che numerose applicazioni Microsoft contengono del "codice nascosto" (embedded code):
Questo potrebbe dargli il controllo di configurare gli arsenali Nucleari facendo stragi nei sistemi di sicurezza, nei sistemi finanziari del mondo, ecc... Tutto questo lo si può fare dalla sua sede.
Forse la fine del mondo è vicina e questo è solo la punta dell' iceberg. Nella Bibbia c'è scritto che qualcuno potente verrà e guiderà il mondo alla distruzione. Bill Gates senza ombra di dubbio possiede questo potere nelle proprie mani. Dice la Bibbia : "E lui obbligò a tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi a ricevere un marchio nella loro mano destra o nella loro fronte, in modo tale che nessuno potrà comprare nè vendere senza il marchio che è il nome della bestia od il numero del suo nome. Questo numero è 666" (Apocalisse 13:16-18) Leggi: "Grandi e piccole imprese (vedi la versione "Small-Business edition" di Office), professionisti danarosi e studenti squattrinati.. Gente che tiene il marchio Microsoft nella mano destra appoggiata sul mouse, o sulla fronte riflesso dal monitor.. Ed è un dato di fatto che quasi più nessuno possa fare affari senza essere almeno MS-DOS-compatibile."
Trattandosi di computers, è ovvio calcolare il numero della bestia usando il codice ASCII (American Standard Code for Information Interchange):
Sei sicuro che questo sia una coincidenza? Decidi tu. Ma c'è dell'altro: dietro all'improvviso boom di Internet in questi ultimi anni, ci sta una ben nota sigletta: WWW, vale a dire World-Wide Web.
Nota che Internet ha aperto l'era dell'e-commerce, e senza il WWW - il segno della bestia - presto non si potrà più nè vendere, nè comprare, nè fare transazioni commerciali, etc.. proprio come ammonisce l'Apocalisse.
E chi è che le sta provando tutte per ottenere il monopolio di Internet (cfr. i problemi della Microsoft con l'antitrust americana per via di Internet Explorer incluso nel sistema operativo Windows; e con quella europea, per via dell'invasione di Windows2000 nel settore dei servers-Internet)?
Sempre lui: Bill Gates III. Oppure, per dirla in ASCII:
I SEGRETI DI OFFICE
da un articolo scaricato dall'Università di Roma "La Sapienza"
Se utilizzi prodotti Microsoft, devi conoscere questi fatti.
..compare una finestra col titolo "The hall of tortured souls"!
Si tratta di un gioco di esplorazione 3D simile a Doom, ed esplorando un po' in giro (usa i tasti cursore) vedrai che su alcune pareti compaiono "tipo titoli di coda" i nomi delle anime torturate. Ma se ti volti verso il muro a scacchi che sta alle tue spalle all'inizio del gioco e batti EXCELKFA (nota che IDKFA era un trucco di Doom), si apre un passaggio segreto che dà su un sentiero sopraelevato a zig-zag: se riesci a percorrerlo fino in fondo senza cadere, scoprirai qualcosa di veramente agghiacciante. Innumerevoli testimoni in tutto il mondo hanno verificato che questa è una vera rivelazione che ti fa aprire gli occhi. Potrebbe essere soltanto uno scherzo dei programmatori di Microsoft. Oppure no?
..scompare Excel, e appare un paesaggio vettorializzato sul quale puoi cimentarti a volare con un aereo comandato con il mouse, alla ricerca del monumento al team che ha sviluppato Excel!
..scompare Word, e appare un flipper! (Usa i tasti Z e > per muovere le leve.)
Ecco spiegate le dimensioni dei programmi. (E tieni presente che questi sono solo un piccolo esempio di quello che si nasconde dietro - anzi: dentro - queste applicazioni..)
STORIA DELL'MS-DOS
di Dave Beuscher, traduzione di JB
MS-DOS è l'acronimo di Microsoft Disk Operating System (sistema operativo su disco). MS-DOS si occupa delle funzioni del sistema come l'input e l'output del disco, supportare il monitor, il controllo della tastiera, e funzioni interne relative all'esecuzione dei programmi e alla gestione dei files.
MS-DOS è un sistema single-tasking, il che significa che è capace di eseguire soltanto una funzione per volta. Ad esempio, quando un programma viene salvato sotto MS-DOS, nessun'altra operazione può essere svolta fino a che il salvataggio non è stato completato. Inoltre, MS-DOS è un sistema operativo mono-utente, vale a dire che il software può essere usato da solo una persona per volta. L'intero codice dell'MS-DOS è abbastanza piccolo da poter esser contenuto da un solo dischetto da 3.5 o 5.25 pollici.
MS-DOS è un sistema operativo semplice, text-oriented (cioè si scrive del testo, non si clicca su icone grafiche) e basato su comandi. L'interfaccia della linea di comando MS-DOS è stata progettata esclusivamente per un input da tastiera, diversamente da un'interfaccia utente grafica (GUI) come quella del Macintosh (dove l'utente sceglie i comandi puntando e cliccando sopra degli oggetti sullo schermo) che prevedeva anche un input tramite il mouse.
Quello che in un secondo tempo divenne noto come MS-DOS, venne inizialmente scritto da Tim Paterson, un ventiquattrenne programmatore di computer di Seattle (Washington). La compagnia per la quale lavorava, la Seattle Computer Products, aveva bisogno di un sistema operativo per il suo nuovo computer a 16 bit basato sul microprocessore Intel 8086. La Seattle Computer Products stava aspettando la versione a 16 bit del CP/M-86 della Digital Research, che era il sistema operativo più diffuso per i computer a 8 bit dell'epoca.
Nell'Aprile del 1980, la Seattle Computer decise di smettere di aspettare e fece scrivere a Paterson un sistema operativo proprio - che già a Luglio aveva assunto il nome di "progetto QDOS", che stava per "Quick and Dirty Operating System" (sistema operativo veloce e programmato a casaccio), dal momento che era stato scritto in meno di due mesi. Per sviluppare il suo QDOS, Paterson usò il sistema operativo CP/M a 8 bit della Digital Research.
La versione iniziale del QDOS conteneva tutte le utility-base per lo sviluppo di programmi in assembly, a parte un editor - così Paterson mise insieme frettolosamente, nel giro di appena una settimana, un editor primitivo chiamato EDLIN (da "editor of lines"), che doveva essere soltanto un rimedio d'emergenza, disponibile soltanto per sei mesi, fino a quando avrebbe potuto essere riscritto. Ma inaspettatamente EDLIN divenne permanente una volta che il sistema operativo fu venduto acquisendo il nome "MS-DOS".
A partire dall'Agosto 1980, la Seattle Computer Products cominciò a vendere il QDOS v0.10. Paterson cominciò immediatamente a lavorare su una nuova versione migliorata del sistema - che uscì nel Dicembre 1980 col nome 86-DOS v0.30. Nell'Aprile 1981, dopo ulteriori modifiche, la Seattle Computer Products mise sul mercato 86-DOS version 1.00 che a quel punto s'era evoluto in ciò che essenzialmente è l'MS-DOS.
A questo punto, la Microsoft stava cercando un sistema operativo che funzionasse col processore Intel 8086 a 16 bit, che sarebbe stato il cuore del primo personal computer della IBM. La Seattle Computer si occupava di hardware, non era specializzata in software, così il 27 Luglio 1981 vendette i diritti dell'86-DOS a Bill Gates e alla Microsoft per 50 mila dollari.
Nell'Aprile 1981 Paterson se n'era andato dalla Seattle Computer, per andare a lavorare a tempo pieno alla Microsoft. Microsoft diede poi il via al Project Chess (progetto scacchi), un tentativo segretissimo di ripulire e fare il debug dell'86-DOS, che constava di 4000 linee di codice assembly. Dopo aver incorporato le numerose modifiche che l'IBM aveva chiesto (come i prompt tipo CP/M), il team di sviluppo in Luglio completò il suo lavoro sull'86-DOS - quando il nome venne nuovamente cambiato, stavolta in MS-DOS (che incorporava il nome della Microsoft).
Finito il debug, [il 12 Agosto 1981] IBM integrò l'MS-DOS quale principale sistema operativo della sua nuova linea di personal computer. Paterson, dopo aver completato il primo aggiornamento (MS-DOS versione 1.1), lasciò la Microsoft e tornò alla Seattle Computer Products.
Una delle ragioni iniziali del successo del DOS (Disk Operating System) era il prezzo di vendita: 39.95$, assai più economico di qualsiasi altro sistema operativo dell'epoca. L'MS-DOS divenne il sistema operativo standard sui PC IBM e tutti i loro cloni negli anni a venire. Sono state vendute più copie di MS-DOS che di qualsiasi altro programma per computer della storia.
GUAI CON L'ANTITRUST
di Enrico Pedemonte (L'Espresso, 22 Gennaio 1998)
La partita è in corso e sta appassionando l'opinione pubblica americana. Il primo, ignoto ai più fino a pochi mesi fa, è il capo dell' Antitrust americano. Il secondo è l'uomo più ricco del mondo, fornisce il software che fa girare 86 computer su cento e viene per questo accusato di essere un monopolista.
Klein ha 51 anni, vanta un brillante passato di avvocato di grandi aziende e conosce BilI Clinton da quindici anni: è stato al suo servizio alla Casa Bianca, dal '93 al '96, come consigliere in casi delicati come lo scandalo Whitewater. BilI è il carismatico fondatore della Microsoft, l'uomo che nel 1981 convinse l'Ibm a utilizzare il suo sistema, l'MsDos, per il primo PC della storia, e grazie a questa mossa è diventato il capo di un impero.
Quando, sei mesi fa, Joel I. Klein fu nominato capo della divisione Antitrust del Dipartimento della Giustizia, i commentatori dissero che avrebbe tenuto una linea non interventista nell'economia. Così un gruppo di democradci osteggiò la nomina, sostenendo che avrebbe favorito le grandi aziende, e per la stessa ragione i conservatori lo appoggiarono. Ma il 20 ottobre, ribaltando ogni previsione, Joel Klein è apparso al fianco dell'Attorney General Janet Reno ad annunciare che il ministero della Giustizia aveva deciso di trascinare davanti al giudice Microsoft: uno schiaffo al re del Software che nessuno si aspettava.
Apparentemente si tratta di una questione tecnica, ostica da capire per il pubblico dei non esperti: una multa di un milione di dollari al giorno perché la Microsoft avrebbe obbligato i venditori di hardware a installare sui PC non solo Windows 95, ma anche il software (Internet Explorer) che consente di navigare sulla grande rete telematica. In questo modo Microsoft avrebbe violato un accordo stipulato nel 1995 (che impedisce alla casa di Gates di associare altri programmi al sistema operativo) e avrebbe così danneggiato il concorrente Netscape, sfruttando la propria posizione dominante. Inutile dire che da quello storico 20 ottobre è iniziata una sequela di ricorsi destinata a durare a lungo. Ma dietro i cavilli tecnico-giuridici si nasconde una battaglia di principio destinata a segnare uno spartiacque nella storia dei monopoli americani. Di che cosa si tratta?
Larry e Scott: i nemici.
Il personaggio Gates è noto: di lui la stampa ha messo in evidenza il carattere altezzoso e la straordinaria velocità di ragionamento, l'amore per la privacy e l'arroganza del tratto, la casa miliardaria e la taccagneria nell'elargire il denaro. La sua Microsoft, cresciuta a Redmond, nei sobborghi di Seattle, è stata di volta in volta descritta come un modello aziendale per il Terzo millennio o come l'Impero del male.
Ogni anno, fatti i conti, si scopre che Bill è sempre più ricco (40 miliardi di dollari) e sempre più potente. L'immagine che ne viene fornita è quella dello stratega capace di adattarsi a qualunque situazione e del condottiero che impara dalle battaglie perse per vincere tutte le guerre. L'azienda di Gates controlla circa 150 milioni di PC che utilizzao una delle versioni di Windows. Il suo "Office", una raccolta di programmi per l'ufficio, ha una quota dimercato dell'87 per cento. L'anno fiscale in corso dovrebbe chiudersi, per Microsoft, con un fatturato (tradotto in lire) di oltre 25 mila miliardi (più 23 per cento rispetto all'anno precedente) e oltre settemila miliardi di profitti.
Grazie a questi numeri magici, Microsoft può investire 4.500 miliardi all'anno nello sviluppo di nuovi prodotti: una cifra immensa, che da sola vale più dei profitti, messi assieme, delle prime dieci case di software del mondo (dopo Microsoft).
Per questa ragione da anni Bill Gates viene demonizzato dai suoi nemici, in particolare da un manipolo di agguerriti concorrenti, in prima fila Larry Ellison della Oracle e Scott McNealy della Sun Microsystem.
Fino a ottobre l'Antitrust americana aveva preferito glissare: la leadership della Microsoft non impediva la concorrenza nel mondo dell'informatica. La forza e l'immagine della Microsoft erano tali che Bill Gates si vantava di non avere mai costruito una vera lobby a Washington. Ma ora tutto cambia. Joel Klein ha messo Bill Gates nel mirino e spiega a chiare lettere che non si tratta di una battaglia su un dettaglio tecnico:
«Non siamo di fronte a una guerra di programmi per navigare su Internet: al contrario, si tratta della guerra per il controllo dei computer. Questa è la vera storia. Abbiamo dichiarazioni di dirigenti Microsoft che lo confermano», dice il capo dell'Antitrust al settimane "New Yorker".
Innovare o comprare?
Tutti gli analisti sono concordi nel ritenere che sia stata l'esplosione del fenomeno Internet ad avere cambiato le regole del gioco. Con Internet il computer ha smesso di essere un oggetto isolato, da piazzare su ogni scrivania, ed è diventato il terminale che controlla crescenti flussi di informazione e di denaro. Per Microsoft avere il controllo della tecnologia che consente di effettuare questi scambi in rete è diventato cruciale. E infatti la sua autodifesa nei confronti di Joel Klein è che il programma di navigazione Internet Explorer non è più un software come gli altri, ma è diventato parte integrante del sistema operativo: chi acquista Windows si ritrova anche Explorer. È la legge dell'innovazione : se oggi i nuovi computer sono attrezzati per andare in rete, tra pochi mesi, con Windows 98 potranno ricevere la tv digitale sullo schermo; e tra due o tre anni saranno governati con la voce.
Come si può pensare di fermare la ricerca, l'innovazione, il progresso?
Gli avversari ribattono che Microsoft, grazie al vantaggio competitivo accumulato, riesce a incamerare tutte le novità che compaiono sul mercato senza lasciare spazio ad alcuno, e dove non riesce ad arrivare con la sua innovazione, ci arriva comprando le aziende migliori. Negli ultimi tre anni le acquisizioni sono state decine: l'ultima si chiama Hot Mail, una società che fabbrica prodotti per la posta elettronica; prima c'era stata Web Tv (costo: 425 milioni di dollari) che vende un aggeggio per vedere Internet sulla normale tv e che oggi ha già 250 mila abbonati; poi Microsoft ha investito un miliardo di dollari in Comcast, un grande operatore via cavo, per imporre il suo software nel business della tv interattiva. Per non parlare delle sfide personali di Gates, come le migliaia di miliardi puntate su Teledesic, per lanciare centinaia di satelliti per le telecomunicazioni entro cinque anni.
E poi c'è Internet. Qui l'attivismo di Microsoft è sconcertante. In due anni ha fondato sedici siti dove investe 250 milioni di dollari all'anno per sperimentare diversi tipi di business. Expedia è già il primo agente di viaggi telematico al mondo, con due milioni di dollari di prenotazioni alla settimana. CarPoint, che si occupa del commercio di auto, tra due anni incasserà dieci milioni di dollari al mese secondo le previsioni di Forrester Research. Con Sidewalk, servizio di informazioni locali in 12 città, ha lanciato la sfida ai quotidiani locali, che si sono coalizzati per non essere schiacciati. Attraverso un nuovo sito, Boardwalk, si occuperà presto del mercato immobiliare. Ma essendo il software il suo terreno di elezione, Microsoft punta a diventare l' azienda che fornisce standard e programmi per il commercio elettronico: se vincerà questa sfida potrà prelevare una piccola quota per ogni transazione avvenuta in rete, alleandosi con i grandi della finanza, o trasformandosi essa stessa nel grande intermediario finanziario telematico.
Di fronte a questo quadro scatta la domanda fatidica: Gates è un monopolista che danneggia i consumatori? Ralph Nader, leader dei consumatori Usa, dice di sì e per questo ha lanciato una campagna contro Microsoft. Alcuni economisti, come Thomas Arthur della Stanford University, sostengono Nader, affermando che la nuova economia on-line provoca disastri, facendo prevalere non la tecnologia migliore, ma quella che ha conquistato i maggiori vantaggi in rete. Quindi a Bill Gates vanno tagliati gli artigli, magari spezzando l'azienda, come avvenne nel 1984 con l'At&T.
Monopolista a chi?
Ma a queste obiezioni Microsoft ha buon gioco a rispondere che la vitalità del settore informatico non è mai stata così elevata, nella Silicon Valley le aziende nuove vengono create a ritmi record, il mercato è in continua esplosione e i prezzi dell'informatica sono in picchiata; è difficile sostenere che i consumatori siano danneggiati, almeno per ora. Un economista come Paul Romer, anch'egli della Stanford University, appoggia Microsoft affermando che nell' "economia della conoscenza" è cambiato tutto e anche il concetto di monopolio va rivisitato: in un mondo dove vince chi ha idee migliori, la concorrenza non avviene più solo sui singoli prodotti, ma sui nuovi standard, sulle scoperte che riescono a imporre nuove regole al sistema. Fu così che Microsoft e Intel, nel 1981, cambiarono le regole del gioco e mandarono in pensione il primato di Ibm; prima o poi accadrà la stessa sorte a Gates.
E infatti contro Microsoft è nata una santa alleanza tra Ibm, Netscape, Sun e Oracle che cercano di imporre una nuova tecnologia (si chiama Java) che mandi a gambe all'aria Windows e consenta a ciascun computer di prelevare da Internet tutto ciò di cui ha bisogno per funzionare. La stessa esistenza di questa grande alleanza sta moltiplicando la competizione del settore: Microsoft deve rendere i propri prodotti sempre migliori per evitare che le nuove idee lanciate dai concorrenti spingano i consumatori a buttare nel cestino i vecchi computer così redditizi per Microsoft.
È difficile dire chi prevarrà in questa battaglia. Joel I. Klein, grande amante delle metafore, si limita a dire: «Prendiamo Carl Lewis: non ci preoccupa se partecipa a cento gare e le vince tutte. Ma le cose cambiano se ci rendiamo conto che Lewis usa il suo potere per partire dieci metri davanti agli altri». Che cosa farà, Klein, per obbligare Bill Gates a stare in riga, per ora non lo dice.
| «BILL, CI SONO ANCHE GLI ALTRI»
di Giuseppe Salza ("Nuovi Medi@", Specchio #123, 30 Maggio 1998) Office '97 rappresenta l'89% del mercato mondiale delle suite applicative. Da qualche settimana, gli utenti registrati possono scaricare gratuitamente una nuova versione di Outlook, il programma che gestisce e-mail, indirizzi e appuntamenti. Ma per funzionare, Outlook 98 richiede l'installazione di Internet Explorer 4. Secondo il Dipartimento della Giustizia americano la «teoria del domino» propagata da Microsoft negli ultimi anni, ha violato la legge e le ha procurato una posizione sleale ai danni della concorrenza. BilI Gates ha ribattuto che includere il browser di Netscape in Windows 98 [come aveva suggerito l'accusa] «sarebbe come mettere tre lattine della Pepsi nella confezione da sei della Coca». Solo che lo schermo di Windows può essere visto anche come un supermercato, che sa mostrarsi selettivo con gli utenti che non modificano la configurazione e i programmi «originali». Ma Windows 98 e il suo browser non sono i soli al centro dell'accusa: la mozione riguarda anche le suite, i canali push, i contratti con fornitori di accesso Internet e fabbricanti di Pc; e rischia di estendersi a NT, il gioiellino di Microsoft. La causa legale ha una responsabilità pesantissima: definire dove finisce l'innovazione e cominciano i trust, una nozione giuridica ancora incerta. Ma il suo verdetto avrà delle profonde ripercussioni sul modo di concepire l'informatica del XXI secolo. |
"SOGNO UN MONDO SENZA BILL GATES"
di Rocco Cotroneo
Si chiamano entrambi Bill i due uomini più potenti della Terra. Di mestiere uno fa il presidente degli Stati Uniti, a Washington; l'altro il re del computer a Seattle, nello Stato di Washington. Un'altra cosa che unisce Clinton e Gates é avere in casa un nemico di professione. Bill il politico ha incontrato sulla sua strada Kenneth Starr, il procuratore che lo bracca in tutti gli scandali, da Whitewater a Monica; Bill l'industriale si ritrova invece attaccato alle caviglie un brillante business americano della sua età, che proclama la sua missione senza giri di parole: sogna un mondo senza Microsoft e i suoi onnipresenti programmi per computer.
Scott McNealy, 44 anni, originario dello Stato dell'Indiana, è stato finora un personaggio poco conosciuto fuori del suo mondo. Figlio tra i più brillanti della genia hi-tech della Silicon Valley, ha creato dal nulla, nel 1982, una delle aziende di maggior successo nel mondo dei computer: la Sun Microsystems, con sede a San José, California, e 25 mila dipendenti. Se Sun non è un marchio famoso come Apple o Compaq, lo si deve soltanto al fatto che produce workstation, grossi computer destinati alle aziende, e non personal per il grande pubblico. A parte questo, McNealy è un mito tra i giovani appassionati di Internet quanto Gates o Steve Jobs. Lungo le autostrade informatiche le sue macchine hanno un ruolo decisivo, così come il suo software Java che promette di ampliare a dismisura le potenzialità del World Wide Web.
Il fatto è che Scott, come molti top manager Usa del suo livello, appagati dalla gestione di aziende e dal denaro, ormai fa il «politico» quasi a tempo pieno. La sua missione è dimostrare che la Microsoft è nemica dell'informatica, perché il suo monopolio blocca l'innovazione, e anche dell'umanità tutta, perché andando avanti così Gates ammazzerà i concorrenti e avrà nelle sue mani gli accessi a Internet, alla tv, ai media.
McNealy, come si usa dalle sue parti tra competitor, non usa mezzi termini. Nelle convention e nelle conferenze stampa racconta barzellette terribili, sfotte Gates, imita la sua voce, fa proiettare su grande schermo «promo» terroristici, con il nemico nelle vesti del Grande Fratello. Ai primi di marzo a Washington, in una situazione un po' più formale, l'audizione al Senato sulle accuse di monopolio a Microsoft, McNealy ha dovuto rinunciare a malincuore alla sua divisa d'ordinanza (jeans e T-shirt) ma non al suo credo: o fermiamo Bill Gates o lui fermerà il mondo. «La Microsoft è un'azienda monopolista e controlla il 95% dei computer che si vendono oggi sulla Terra. Non c'è scelta, non c'é concorrenza nel mercato del software. I suoi computer stanno diventando l'unico accesso alle autostrade informatiche e si pone una questione di libertà. È come se la General Motors avesse il potere di decidere quale strada potete imboccare... E voi senatori, alzate la mano: chi di voi non è costretto a usare programmi Microsoft? Bene, io non chiedo leggi speciali ma solo l'applicazione di quelle che esistono, quelle che hanno fermato Ibm negli anni '70. Prima che sia troppo tardi».
Ma perché McNealy l'ha giurata a Bill Gates? Partiamo dal personale per arrivare al politico, come si diceva un tempo, e approdare alla vera ragione: il business. Scott McNealy è un ragazzone americano di due metri, simpatico e con una dentatura alla Funari. Lavora dodici ore al giorno, si nutre quasi esclusivamente di pizza double-cheese e birra Budweiser leggera. Non è un geniaccio del computer che ha abbandonato gli studi a 20 anni per diventare miliardario come Gates e altri, ma un brillante laureato ad Harvard con master in business a Stanford. Gioca a golf, a hockey e tiene molto a far sapere quanto è anticonformista: ha chiamato il suo cane Network e suo figlio Maverick, il nome del cow-boy che per primo si rifiutò di marchiare il bestiame, un termine entrato nella lingua inglese come sinonimo di spirito indipendente.
Poi c'è la diversa visione del computer. E su questo, gli va dato atto, McNealy è coerente da sempre. Se Bill Gates è il profeta del personal su ogni scrivania, sempre più potente e ricco di funzioni, McNealy risponde che il vero computer è il network (da qui il nome del cane) cioè la rete. Sun Microsystems ha costruito le sue fortune proprio lanciando macchine centralizzate e potenti in grado di collegare tra loro computer più piccoli nelle aziende. L'idea di fondo è che i computer, in rete, possono aumentare la loro potenza in modo geometrico e che non c'è nessun bisogno di caricare tutti i programmi e dati su tutte le macchine.
Il successo di Internet sembra dar ragione alla filosofia di McNealy: oggi un pc collegato a un modem è in grado di accedere a una quantità impressionante di informazioni rispetto a una macchina sconnessa. Sun, difatti, si è accaparrata in questi anni la fetta più grande dei server Web, cioè i computer che rispondono ai nostri modem casalinghi e ci immettono sulla grande Rete. Internet, però, è diventato un big business anche per Microsoft, anzi il terreno sul quale il colosso del software sta puntando tutto. Gates s'è accorto in ritardo dell'onda che cresceva nel mondo, ma ha recuperato abbondantemente. Ha costruito in fretta e furia programmi di navigazione, di posta elettronica e, soprattutto, sta stracciando i concorrenti anche nel software di rete, grazie alla versione pesante di Windows, chiamata Nt, che fa funzionare le workstation. E qui si è scontrato direttamente con la Sun, che usa propri programmi, un altro linguaggio (Solaris, della famiglia Unix) e propri microprocessori, i potenti Sparc. Da questa offensiva la Sun non può aspettarsi nulla di buono e l'anno scorso le sue azioni in Borsa hanno passato un brutto momento.
Vistosi insidiato in casa, Mc Nealy ha girato la sfida su un altro terreno: la guerra al personal computer. «I pc sono pesanti, inutili, costosi, ridondanti», dice da qualche anno, «e i programmi sempre più grossi che costruisce Microsoft non funzionano nemmeno troppo bene». L'alternativa che propone Sun si chiama network computer, o «thin pc», computer sottile. Ultimamente McNealy gira il mondo e presenta in pubblico una scatoletta nera di due chili, chiamata Java Station. La collega in un minuto a un cavo, a un monitor e inizia a lavorare.
La scatola, incredibilmente, è priva di programmi Microsoft e funziona soltanto perché è «in rete», cioè collegata a un grande computer della Sun, che ha immagazzinati tutti i dati e i programmi. Come si può intuire la differenza dei due modelli non è di poco conto, e non solo dal punto di vista tecnologico. Se McNealy vuole liberare l'umanità dal personal computer perché, dice, le aziende regalano inutilmente miliardi di dollari l'anno a Microsoft, Gates risponde che è il personal la vera libertà, perché rappresenta l'evoIuzione dai terminali «stupidi» di un tempo, dalla centralizzazione delle funzioni. E soprattutto, come va dicendo a Washington per difendersi dall'antitrust, «perché sono i consumatori che ci chiedono macchine sempre più potenti e i prezzi continuano a scendere».
Il destino dell'anti-Bill, insomma, appare più nelle mani di Bill che nei conti e nei prodotti della Sun Microsystems. Se la Microsoft riuscirà a superare la tempesta «politica» che sta attraversando, difficilmente si fermerà. E il suo modello, oltre al suo software, continuerà a dominare il mondo. Con buona pace di Network e Maverick.
VERSO IL MONOPOLIO DI INTERNET
di Claudio Gerino (Giugno 1999)
Olivetti ha vinto, la sua Opa sulla Telecom ha avuto pieno successo. Che cosa questo significhi per le telecomunicazioni in Italia è ancora presto per dirlo. Se ci siano o meno "poteri economici occulti" dietro la scalata della Olivetti è cosa che si saprà solo fra qualche tempo. Certo, le parole del presidente della Microsoft Italia, Umberto Paolucci, sono significative degli interessi che il mondo dell'informatica ormai ha per i gestori della Telefonia: "Le strade di Microsoft e quelle di Telecom-Olivetti si incroceranno, perchè siamo essenzialmente nello stesso business. La nostra collaborazione con Olivetti non è mai cessata e ci auguriamo di poter estenderla ancora di più alla Telecom, in modo da poter condividere la nostra esperienza con la loro". La lunga mano di Bill Gates anche sui telefoni italiani? Non è improbabile. Quel che è certo è che l'intreccio tra telefonia, telematica e televisione diventa sempre più stretto. L'una non può più fare a meno dell'altra e il business televisivo si lega altri altri due sistemi in maniera trasversale. E Internet? Olivetti (e con essa gli altri partecipanti alla cordata) oggi diventa proprietaria anche di Tin, ralizzando un nuovo monopolio "di fatto". La liberalizzazione delle telecomunicazioni, sancita per legge, sarà vanificata, nella sostanza, da un super-potere economico e tecnologico monopolista?
MICROSOFT: STORIA DI UN MONOPOLIO
di Carlo Gubitosa, Milano, 4/11/1998
Stati Uniti, 1975. L'informatica inizia a uscire dai centri universitari. .. È nato ALTAIR 8800, il primo personal computer americano, [venduto dalla] Model Instrumentation Telemetry Systems (MITS) .. in kit di montaggio, il cui risultato finale è una scatola metallica con pannello frontale composto da una fila di interruttori, che costituiscono l'unico dispositivo di input, e da due file di piccole lucine rosse come dispositivo di output. È basato sul processore INTEL 8080, costa 397 dollari e ha 256 bytes di memoria. Le istruzioni non possono essere memorizzate all'interno dell'Altair, ma devono essere inserite a mano ogni volta che il dispositivo viene acceso.
.. Il 5 marzo a Menlo Park nella silicon valley californiana, ha luogo .. il primo incontro dell'Homebrew Computer Club, .. di cui fanno parte, tra gli altri, Bill Gates [e] Stephen Wozniack. .. Bill Gates e Paul Allen, che avevano studiato insieme ad Harvard, telefonano immediatamente a Ed Roberts per proporgli di acquistare il loro interprete BASIC per l'Altair, scritto assieme a Marty Davidoff. È la prima vendita di software della Micro-Soft (a quei tempi c'era ancora il trattino nel nome). In seguito a questa vendita i due si trasferiscono ad Albuquerque, sede della Mits, per scrivere un programma in grado di connettere l'Altair con una unità a disco. .. Nel '77 Ed Roberts viene costretto da difficoltà economiche a vendere la MITS ad un'altra ditta, la PERTEC. Si scatena una battaglia giudiziaria in merito di diritti di proprietà intellettuale del Basic dell'Altair, di cui la PERTEC rivendicava i diritti in seguito all'acquisizione della Mits. Gates ed Allen sostengono invece che il Basic era stato dato solamente in concessione. La questione è portata davanti a un tribunale che dà ragione alla Microsoft.
[Nel 1980] a luglio Bill Gates viene contattato dall'IBM. .. Un mese più tardi, .. Gates firma un contratto .. per la realizzazione di un sistema operativo da utilizzare per i futuri PC IBM. Ad agosto Gates acquista per 50.000 dollari dalla Seattle Computer Products un sistema operativo "veloce e sporco", il Q-Dos, "Quick and Dirt Operating System" che sarà la base del futuro MS-DOS. .. Gates ottiene da Tim Paterson, che aveva realizzato il Q-Dos, un accordo di licenza non esclusivo, che prevedeva la possibilità di rivendere il prodotto. In seguito Microsoft chiuderà il cerchio comprando tutti i diritti della Seattle Computer Products, assumendo alle sue dipendenze lo stesso Paterson, che con un po' più di furbizia e di fortuna avrebbe potuto sedersi al posto di Gates sulla poltrona di uomo più ricco del mondo. Il 12 agosto 1981 il primo personal computer della IBM, basato sul microprocessore 8086, fa il suo ingresso trionfale sul mercato dei personal computers. Già dalla prima versione dell'MS-Dos il sistema di licenze software della Microsoft obbliga la IBM e i costruttori di PC compatibili a pagare una licenza DOS per ogni singola macchina venduta. .. È per questo che il DOS Microsoft si afferma come uno standard nel settore dei PC, nonostante che non fosse né l'unico né il migliore sistema operativo per Personal Computer. .. Il 20 novembre 1985 Microsoft mette in commercio Windows 1.0, esattamente due anni e dieci giorni dopo la presentazione del prodotto, avvenuta in grande stile e con tutta l'enfasi che contraddistingue le campagne pubblicitarie dell'azienda di Redmond.
Nel 1990 la Federal Trade Commission inizia ad interessarsi alle politiche di marketing della Microsoft ..: si indaga sulle cosiddette vendite "tie-in" - .. un esempio per tutti, l'accoppiata Microsoft Windows / Microsoft Word.
.. Nel gennaio 1992 la Apple presenta una richiesta di risarcimento per violazione di copyright indirizzata a Microsoft e a Hewlett Packard. La richiesta di risarcimento per la Microsoft è di 4.37 miliardi di dollari, più del doppio del miglior fatturato realizzato fino ad allora dall'azienda. L'accusa è relativa all'utilizzo da parte della Microsoft, per la realizzazione di Windows, di alcune tecniche grafiche che fino al 1989 erano una esclusiva della società di Cupertino.
.. Nel 1994 inizia la stesura di un accordo con Microsoft, con il quale si regolano fino all'anno 2000 le pratiche di marketing dell'azienda. .. In parole povere, non si può obbligare chi compra licenze di utilizzo per Windows a comprare in abbinamento licenze per Word o per il pacchetto Office.
.. Un tribunale americano, a maggio del 1994, condanna la Microsoft a pagare 120 milioni di dollari per danni alla STAC Electronics ..: le più recenti versioni del DOS Microsoft avevano utilizzato la tecnologia sviluppata dalla Stac per memorizzare i dati in forma compressa all'interno del disco rigido. Le versioni incriminate del DOS Microsoft sono la 6.0 e la 6.2, entrambe dotate dell'opzione DOUBLESPACE.
Durante l'estate .. Bill Gates fa il suo ingresso nel mercato del multimedia, tentando di stabilire lo standard Microsoft anche all'interno delle nuove apparecchiature per applicazioni multimediali.
[Nel 1995] l'azienda di Gates .. aveva richiamato nuovamente l'attenzione su di sé cercando di legare i servizi Internet e i programmi necessari per collegarsi alla "Microsoft Network" al sistema operativo Windows 95, cosa espressamente proibita dall'accordo firmato precedentemente. [Inoltre la] Antel, la compagnia telefonica nazionale dell'Uruguay, viene trascinata in tribunale dal locale ufficio legale della Business Software Alliance, la lobby dei potentati informatici, a causa della detenzione di software privo di regolare licenza d'uso, per un valore complessivo di 100.000 dollari. I programmi "piratati" appartengono a varie ditte, principalmente a Microsoft, Novell e Symantec. Inaspettatamente, nell'autunno del '97 la BSA abbandonerà il caso, mentre la Microsoft, il principale finanziatore della BSA, stipula degli "accordi speciali" con la Antel per rimpiazzare tutto il software preesistente con prodotti Microsoft regolarmente registrati, sostituendo anche i prodotti Novell e Symantec. .. Le aziende concorrenti sono d'accordo nell'affermare che la Microsoft abusi della sua influenza all'interno della BSA per rafforzare il suo monopolio a livello mondiale.
[Nel 1996] secondo le accuse di Netscape, Microsoft avrebbe concesso ai produttori di computer che non installavano Netscape Navigator all'interno delle loro macchine uno sconto di 3 dollari su ogni singola licenza di Windows 95 (quindi su ogni computer venduto). .. L'inchiesta è ancora in sospeso.
Il 21 febbraio 1997 l'editor di "Internet Patent News Service", Gregory Aharonian, assegna a William H. Gates III il titolo di "Peggior brevetto software dell'anno" .. La reinvenzione indipendente è la norma nell'ambito della programmazione, e di conseguenza è molto alta la probabilità di dover sostenere delle spese giudiziarie semplicemente per aver reinventato un algoritmo già brevettato, spese che possono sostenere solo grandi aziende dotate di uffici legali specializzati. Nulla protegge i programmatori indipendenti dall'uso accidentale di una tecnica brevettata, e quindi dall'essere citati in giudizio per questo motivo. [Si tratta del brevetto] numero 5.552.982, che corrisponde a un "metodo e sistema per l'elaborazione di campi in un programma di elaborazione dei documenti", praticamente una tecnica per associare il testo di una lettera ad un numero qualsiasi di indirizzi a cui spedire la stessa lettera. Un sistema, insomma, già incluso in un numero vastissimo di programmi per l'elaborazione dei testi attualmente in commercio.
.. Il 20 ottobre del '97 .. secondo il Dipartimento di Giustizia Microsoft avrebbe indotto i produttori di personal computer a pre-installare il proprio browser Internet Explorer sui PC in vendita. .. Si richiede una multa di un milione di dollari al giorno in caso di continuazione delle pratiche commerciali irrispettose degli accordi. Non è il primo caso di "installazione obbligata" ..: già a partire dalle prime versioni dei sistemi operativi Microsoft i produttori di computer sono forzati a pagare le licenze di utilizzo per ogni singola macchina venduta, anche se non tutte le macchine hanno Dos o Windows al loro interno. Chi non paga su ogni singola macchina non può usufruire di particolari sconti sulle quantità. .. Il Texas trascina l'azienda in una nuova causa civile, accusando il gigante del software di interferenze nelle indagini antitrust dello stato. .. La compagnia non si arrende, e trascina il caso fino alla corte d'appello, che nel giugno '98 darà ragione a Microsoft. .. La scappatoia è una semplice lettera inviata ai rivenditori di computer, ai quali viene consentita la scelta tra una vecchia versione di Windows 95 sprovvista di Internet Explorer ed una nuova versione con il browser integrato. La possibilità di usare la versione "ridotta" di Windows 95 esiste in teoria, ma non viene utilizzata in pratica per ovvi motivi di convenienza: a parità di prezzo i rivenditori di computer preferiscono installare una versione più aggiornata di Windows 95. .. La scelta di integrare i programmi al sistema operativo anziché metterli a disposizione in pacchetti separati è uno stratagemma per aggirare gli accordi del 1994. .. Internet Explorer è un prodotto separato oppure una parte integrante del sistema operativo? .. Il giudice Jackson afferma che un impiegato del tribunale è riuscito a disinstallare Internet Explorer 3.0 in una manciata di secondi, il che dimostrerebbe che il navigatore non è un componente così fondamentale o inscindibile, e che la rimozione del programma non pregiudica il funzionamento del sistema. Microsoft risponde dicendo che pur avendo rimosso l'icona e alcuni files, il 95% del codice di Internet Explorer continua a rimanere residente nel computer.
.. Il 22 gennaio MSoft raggiunge un accordo parziale con il dipartimento di giustizia [in virtù del quale] vengono offerte alle case produttrici di computer due nuove opzioni per le licenze di utilizzo di Windows 95, due versioni per l'installazione del sistema operativo che mantengono all'interno del sistema tutte le funzionalità di Internet Explorer, lasciandole però nascoste all'interno del sistema, senza una apposita icona sul desktop che le renda accessibili agli utenti finali.
.. In Texas un giudice lascia cadere il procedimento giudiziario aperto nel 1994 dal procuratore generale dello stato in merito ad una presunta interferenza illegale della Microsoft sulle indagini rivolte alle pratiche commerciali anticoncorrenziali del gigante dell'informatica. Il 18 maggio il Dipartimento di Giustizia .. dà il via ad una azione giudiziaria contro Microsoft, tuttora in atto, con la quale si richiede l'eliminazione di Internet Explorer da Windows 98.
.. Il 28 maggio 1998 il Patent and Trade Office, l'ufficio marchi e brevetti degli Stati Uniti, assegna la titolarità del marchio "Internet Explorer" alla SyNet, una piccola azienda di software di Downers Grove, Illinois, che aveva citato la Microsoft per violazione del diritto d'autore. Infatti il nome "Internet Explorer" era stato già brevettato dalla SyNet nel 1994, un anno prima ..: nella citazione era contenuta una richiesta di risarcimento per dieci milioni di dollari, a cui i legali Microsoft avevano risposto con una proposta di riconciliazione per la somma di 75mila dollari. Dopo il primo rifiuto di Dhiren Rana, fondatore della SyNet, l'offerta sale a ben 5 milioni di dollari, davanti ai quali la SyNet non si tira indietro.
.. Il 24 giugno una corte d'appello federale emette una sentenza che ribalta completamente l'ordinanza del dicembre '97 emessa dal giudice Jackson. Secondo la corte d'appello Microsoft ha il diritto di pretendere dai costruttori di computer, se intendono installare Windows sui loro PC, di installare anche Internet Explorer. .. Un vero trionfo per Bill Gates, che subito dopo la sentenza vede le azioni della sua azienda andare alle stelle.
.. "Opporre un browser a un altro è difficile, dal momento che il Netscape ha l'80% del mercato e noi soltanto il 20. Sono convinto che dobbiamo sfruttare Windows: è l'unica cosa che loro non hanno". Sono parole di James Allchin, vicepresidente della Microsoft. E ancora: "sarà molto difficile incrementare la quota di mercato di Internet Explorer unicamente in base ai suoi pregi. Sarà più importante appoggiarsi sul vantaggio dato dal sistema operativo per fare in modo che la gente utilizzi il nostro programma al posto del Navigator", [aggiunge] Christian Wildfeuer, un altro esponente di alto livello dell'azienda di Bill Gates.
WINDOWS XP BUCATO DAGLI HACKERS
di Luca De Biase, da La Stampa.IT
Per un errore di programmazione, i malintenzionati o semplicemente i burloni possono entrare via Internet nei personal computer più recenti e prendere possesso dei dati che contengono o addirittura modificarli. La scoperta si deve ai giovanissimi softwaristi della californiana Eye Digital Security, guidati dal ventunenne hacker Marc Maiffret. E la Microsoft .. ha ammesso l'esistenza del problema. .. Il buco riguarda la sicurezza di tutti i pc dotati dell'ultimo sistema operativo della Microsoft, il Windows Xp, [e i] computer precedenti .. dotati del protocollo Universal plug and play. .. La Microsoft invita tutti i clienti a collegarsi .. al suo sito, dove troveranno un software che rimedia all'errore (la versione inglese della correzione non è efficace sul Windows Xp in italiano).
[Paradossalmente, la] Microsoft .. aveva impostato tutta la campagna di comunicazione sul Windows Xp, lanciato nello scorso ottobre, proprio sul concetto di sicurezza, semplicità e affidabilità del nuovo software. .. Memorabile .. la .. presentazione di Windows 98, [quando] la Microsoft affermò che il nuovo software era meno rivoluzionario del precedente, ma correggeva decine di migliaia di errori contenuti nel Windows 95. .. Del resto, .. la Microsoft si [era già] trovata ad ammettere che il suo software Passport aveva problemi serissimi di sicurezza, tanto che alcuni hacker potevano sfruttarne gli errori di programmazione per entrare in possesso delle carte di credito degli utenti. ..
Office XP (1.436.000 lire per la versione standard, o 1.725.000 lire per la versione professional) corregge i difetti della precedente versione, [ma] il sistema di protezione dalla piaga della pirateria .. costringe l'utente a una registrazione tramite internet (o a una telefonata), per estendere, oltre le 50 volte stabilite di base, la possibilità di utilizzare il software sul computer.
MICROSOFT SPIONA
da Apocalypse soon
.. Più dell'80 % dei personal computer nel mondo utilizzi un sistema OS (Windows, msdos, nt). Oltre ai problemi con il governo degli USA relativi al loro modo monopolistico di condurre gli affari, diversi elementi inquietanti riguardanti il software sono emersi più tardi. [A cominciare da quando fu scoperto] che il loro software per sistema operativo NT, quando usato all'interno di un ambiente Ethernet, raccoglie informazioni private delle compagnie che lo utilizzano e inviano le informazioni direttamente al quartier generale della Microsoft. Quando ciò è stato scoperto, la Microsoft ha dato la solita stupida risposta che usa regolarmente: essi lo fanno per migliorare i loro prodotti.
[E' stata inoltre scoperta l'esistenza di] una chiave segreta nel loro OS, la quale permette alla NSA di decriptare tutti i documenti criptati in ogni computer del mondo. Alla faccia della privacy: "Microsoft installa nel sistema Windows una porta d'accesso alla NSA" (Triangle Park, NC - 31 agosto 1999)
Con gli hacks delle Hotmail e i bugs dei browser, la Microsoft può dire di avere un triste primato per ciò che concerne la sicurezza dei computer; la maggioranza di noi accetta queste lacune sulla sicurezza e prosegue con la propria vita. Ma come si può sentire un IT manager quando viene a sapere che in ogni copia venduta di Windows, la Microsoft ha installato "una porta di servizio" per l'Agenzia di Sicurezza Nazionale (NSA l'agenzia di informazione spionistica degli USA) privilegiando l'accesso ai computer al governo degli Stati Uniti?
Mentre stava investigando i sottosistemi di sicurezza di WindowsNT4, il capo della Cryptonym, lo scienziato Andrew Fernandes, ha scoperto che in ogni copia di Win95/98/NT4 e Windows2000 è presente una porta d'accesso per la NSA. Partendo dal lavoro di Nicko van Someren (NCipher) e Adi Shamir, Andrew stava investigando sull'architettura della Microsoft's "CryptoAPI" per quel che concerne le pecche della sicurezza. Poiché la CryptoAPI rappresenta il blocco fondamentale della sicurezza crittografica in Windows, qualsiasi lacuna in essa aprirebbe Windows a degli attacchi elettronici.
.. La NSA può anche caricare senza problemi i servizi CryptoAPI sul tuo computer e senza la tua autorizzazione. Il risultato è che diventa terribilmente facile per la NSA caricare dei servizi di sicurezza non autorizzati su tute le copie di Microsoft Windows, e una volta che questi servizi sono stati caricati, essi possono effettivamente compromettere tutto il tuo sistema operativo. Per gli IT manager non americani che fanno assegnamento sul WinNT per operare in modo altamente sicuro nella banca dati, questa scoperta è terrificante. Il governo americano sta attualmente facendo il possibile per "rinforzare" questi cripto per evitare che possano essere usati al di fuori degli USA. ..
